Mentre d'Estor vorrei pianger la morte
ed al commun gran duol le note piglio
più rispondenti e più pietose e scorte,
nel suo da noi perpetuo acerbo essiglio,
vivo miro Francesco invitta e forte,
che con la spada pronto e col consiglio,
guerreggiando, sostenne da le porte
di Vinezia lontan l'alto periglio.
Questi, ch'è ancor colonna ben fondata
contra l'otoman impeto sì crudo,
di Marte con le man proprie innalzata,
nel dolor del fratel morto m'è scudo
con lieta gloria illustre, onde abbagliata
la vista d'ogni affetto abbasso e chiudo.