Prendi, re per virtù sommo e perfetto,
quel che la mano a porgerti si stende:
questo scolpito e colorato aspetto,
in cui 'l mio vivo e natural s'intende.
E, s'a essempio sì basso e sì imperfetto
la tua vista beata non s'attende,
risguarda a la cagion, non a l'effetto.
Poca favilla ancor gran fiamma accende.
E come 'l tuo immortal divin valore,
in armi e in pace a mille prove esperto,
m'empìo l'alma di nobile stupore,
così 'l desio, di donna in cor sofferto,
d'alzarti sopra 'l ciel dal mondo fore,
mira in quel mio sembiante espresso e certo.