Skip to content
1778–1827

XIII.

Ugo Foscolo

Era la notte; e sul funereo letto Agonizzante il genitor vid'io Tergersi gli occhi, e con pietoso aspetto Mirarmi, e dire in suon languido: addio.

Quindi scordato ogni terreno obbietto Erger la fronte, ed affisarsi in Dio; Mentre disciolta il crin batteasi il petto La madre rispondendo al pianto mio.

Ei volte a noi le luci lagrimose, Deh basti! disse; e a la mal ferma palma Appoggiò il capo, tacque, e si nascose. E tacque 'ognun: ma alfin spirata l'alma

Cessò il silenzio, e a le strida amorose La notturna gemea terribil calma.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XIII. · Ugo Foscolo · Poetry Cove