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1778–1827

XII.

Ugo Foscolo

Quando la terra è d'ombre ricoverta, E soffia '1 vento, e in sulle arene estreme L'onda va e vien che mormorando geme, E appar la luna tra le nubi incerta;

Torno dove la spiaggia è più deserta Solingo a ragionar con la mia speme, E del mio cor che sanguinando geme Ad or ad or palpo la piaga aperta.

Tasso! me stesso in me più non discemo, E languono i miei dì come viola Nascente ch'abbia tempestata il verno; Che va lungi da me colei che sola

Far potea sul mio labbro il riso eterno: Luce degli occhi miei, chi mi t'invola?

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