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1778–1827

VIAGGIO IN ELLADE

Ugo Foscolo

Ma il bel cocchio vegnente, e il doloroso Premio de' lor vicini arti più miti Persuase a' Laconi. Eran da prima

Per l'intentata selva e l'Oceàno Dalla Grecia divisi; e quando eretta Agli ospitali numi ebbero un'ara Vider tosto le pompe e le amorose

Gare, e i regi conviti, e d'ogni parte Correan d'Asia i guerrieri, e i prenci argivi Alla reggia di Leda. Ah non ti fossi Irato Amor, e ben di te sovente

Io mi dorrò, da che le Grazie affliggi. Per te all'arti eleganti ed a' felici Ozi per te lascivi affetti, e molli Ozi, e spergiuri a' Greci; e poi la dura

Vita e nude a sudar nella palestra Le fanciulle onde salvarsi Amor da te. Ma quando eri per anche Delle Grazie non invido fratello

Sparta fioriva. Qui di Nè a più paese di cigni gentili Splendea il Sole. Illuminava. Qui di Fare il golfo

Ec. inviolato Al pescator, da che di mirti ombrato Era lavacro al bel corpo di Leda

E della sua figlia divina. E Amicle Terra di fiori non bastava ai serti Delle vergini spose; dal paese <intorno> Venian cantando i giovani alle nozze.

Non de' destrieri nitidi l'amore Li rattenne, non Laa che fra tre monti Ama le cacce e i riti di Diana Nè la maremma Elòa ricca di pesce.

E non lunge è Brisea donde il propinquo Taigeto intese strepitar l'arcano Tripudio e i riti, onde il femineo coro Placò Lieo e intercedean le Grazie.

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