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1778–1827

VIAGGIO DELLE API

Ugo Foscolo

Un mirto Che suo dall'alto Beatrice ammira Venerando splendeva, e dalla cima Battea le penne un Genio disdegnoso

Che il passato esplorando e l'avvenire Cieli e abissi cercava e popolato D'anime in mezzo a tutte l'acque un monte Poi tornando spargea folgori e lieti

Raggi, e speme e terrore e pentimento Ne' mortali, e verissime sciagure All'Italia cantava. Appresso al mirto Fiorian le rose che le Grazie ogni anno

Ne' colli Euganei van cogliendo, e un serto Molle di pianto il dì sesto d'Aprile Ne recano alla Madre. A queste intorno Dolcemente ronzarono, e sentiro

Come forse d'Eliso era venuto Ad innestare il cespo ei che più ch'altri Libò il mel sacro su l'Imetto, e primo Fe' del celeste Amor celebre il rito.

Ma con molti frutteti e con l'orezzo Le sviò de' querciuoli una valletta Dove le Ninfe alle mie Dee seguaci S'elessero dimora.

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