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1778–1827

VIAGGIO DELLE API

Ugo Foscolo

Perchè quando le tartare cavalle Marte sfrenava su la Grecia in pena Del freddo ozio servile, e a desolarla Sull'Ellesponto coronò un nepote

Barbaro d'Ottomano; allor l'Italia Fu giardino alle Muse, e l'aureo stuolo Fabbro del mele, si fuggì in due schiere. L'una approdando al lito, ove Eridano

Riporta in preda cento fiumi al mare, Vide agresti fioretti, e lungo il fiume Gran ciel prendea con nere ombre una selva Strana d'allori, a immago di bizzarra

Gotica reggia i rami alti intrecciando Acutissimi all'aere. Ivi una Fata Delle sorti presaga avea quel bosco Piantato per incanto, e assai novelli

Fiori ad arte dispersi; onde allettate L'Api sacre ponessero a lor prole Quivi il primo alvear; sovra que' tronchi Scriveva Atlante i fasti di Ruggero;

E donne innamorate, e vagabondi Spettri di cavalieri ivan col Mago Aspettando il Cantor, che poi trovando Deposti i favi, si mietea con essi

Tutti gli allori; se non che più accorto Spigolò i fiori un lepido Poeta, Dove più grato distillava il mele, E non temea di gareggiar cantando.

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