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1778–1827

TRE FRAMMENTI DALL'EDIZIONE CALBO

Ugo Foscolo

A lei futura d'Arno abitatrice il vago ostello edificò il garzone Avvenente d'Urbino; ode in quest'orti Amor quell'arpa, e tacito sospira

Poichè rimembra che a Minerva un giorno Compagno fu quand'essa il primo bacio Diè all'infante divino; e poscia Amore Tanto il piagò d'un infocato dardo

Che di sacra ed eterna ombra ravvolse Dell'artefice i guardi, a' quai raggiante Del dolce lume dell'aurora e nuda La beltà dei celesti in terra apparve.

Quinci, ove ancor più che la gioja ascolto Spesso errare un sospiro, esce la prima Vaga mortale, e siede all'ara,

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