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1778–1827

LIBRO II, ODE X

Ugo Foscolo

Meglio vivrai se non ti spingi ardito In alto mare, o se procelle temi Pavido troppo, mio Licin, non premi Scoglioso lito.

Chi l'aureo stato mediocre apprezza Schiva il dispregio dell'angusto tetto, E l'aulico splender d'invidia oggetto, Saggio disprezza.

Più da Aquiloni scosso è il più sublime, E con più precipizio si sconquassa Torre, ed il fulmin d'alti monti abbassa L'altere cime.

Cor ben temprato negli affanni infesti Spera, e paventa ad ogni buon successo; Giove scatena il verno, e Giove stesso Fia che l'arresti.

Tal non fia sempre s'oggi è fiero il male, Talor la Musa che tacea si desta Di cetra al suon, ne sempre Delio appresta All'arco strale.

Con franco e forte petto incontra i guai, Indi cauto le vele in mezzo all'onde Se troppo gonfie son d'aure seconde Raccor saprai.

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