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1778–1827

Inno Terzo

Ugo Foscolo

Pari al numero lor volino gl'inni Alle vergini sante, armoniosi Del peregrino suono uno e diverso Di tre favelle. Intento odi, Canova:

Ch'io mi veggio d'intorno errar l'incenso Qual si spandea su l'are a' versi arcani D'Anfione: presente ecco il nitrito De' corsieri dircei; benchè Ippocrene

Li dissetasse, e li pascea dell'aure Eolo, e prenunzia un'aquila volava E de' suoi freni li adornava il Sole Pur que' vaganti Pindaro contenne

Presso il Cefiso, ed adorò le Grazie. Fanciulle, udite udite; un Lazio carme Vien danzando Imenei dall'isoletta Di Sirmione per l'argenteo Garda

Sonante con altera onda marina Da che le nozze di Peléo cantate Nella reggia del mar, l'aureo Catullo Al suo Garda cantò. Sacri poeti

A me date voi l'arte a me de' vostri Idiomi gli spirti, e co' toscani Modi seguaci adornerò più ardito Le note istorie, e quelle

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