Pari al numero lor volino gl'inni
Alle vergini sante, armoniosi
Del peregrino suono uno e diverso
Di tre favelle. Intento odi, Canova:
Ch'io mi veggio d'intorno errar l'incenso
Qual si spandea su l'are a' versi arcani
D'Anfione: presente ecco il nitrito
De' corsieri dircei; benchè Ippocrene
Li dissetasse, e li pascea dell'aure
Eolo, e prenunzia un'aquila volava
E de' suoi freni li adornava il Sole
Pur que' vaganti Pindaro contenne
Presso il Cefiso, ed adorò le Grazie.
Fanciulle, udite udite; un Lazio carme
Vien danzando Imenei dall'isoletta
Di Sirmione per l'argenteo Garda
Sonante con altera onda marina
Da che le nozze di Peléo cantate
Nella reggia del mar, l'aureo Catullo
Al suo Garda cantò. Sacri poeti
A me date voi l'arte a me de' vostri
Idiomi gli spirti, e co' toscani
Modi seguaci adornerò più ardito
Le note istorie, e quelle