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1778–1827

Inno Secondo

Ugo Foscolo

Api (sebben le altre api abbia crudeli) Fuggono i lai dell'invisibil Ninfa Che ognor delusa d'amorosa speme Pur geme per le quete aure diffusa

E il suo altero nemico ama e richiama; Tanta dolcezza infusero le Grazie Per pietà della Ninfa alle sue voci Che le lor api immemori dell'opra

Oziose in Italia odono l'eco Che al par de' carmi fe' dolce la rima. O giovinette Dee gioja dell'inno Per voi la bella donna i riti vostri

Imita e le terrene api lusinga Nel felsineo pendio donde il pastore Mira Astrea che or del ciel gode e de' tardi Alberghi di Neréo; d'indiche piante

E di catalpe onde i suoi lari ombreggia Sedi appresta e sollazzi alla vagante Schiera

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