E solette radean lievi le falde
D'Olimpo irriguo di sorgenti. Or quando
Fur più al cielo propinque ove di rosea
Luce le vette al sacro monte asperge
E donde sembran tutte auree le stelle
Alle vergini sue che la seguieno
Volse la santa Dea queste parole:
Assai beato o giovinette è il regno
De' celesti ov'io riedo. All'infelice
Terra ed a' figli suoi voi rimanete
Consolatrici; sol per voi sovr'essa
Ogni lor dono pioveranno i numi.
E se vindici fien più che clementi
Anzi al trono del padre io di mia mano
Guiderovvi a placarlo. Al partir mio
Tale udirete un'armonia da l'alto
Che diffusa da voi farà più miti
De' viventi i dolori. Ospizio amico
Talor sienvi gli Elisi, e sorridete
A' vati che cogliean puri l'alloro
Ed a' prenci indulgenti, ed alle pie
Giovani madri che a straniero latte
Non concedean gl'infanti, e alle donzelle
Che occulto amor trasse innocenti al rogo,
E a' giovinetti per la patria estinti.
Siate immortali. Disse e le mirava
E dagli sguardi diffond...