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1778–1827

II.

Ugo Foscolo

Ite aure dolci a Cloe Che le delizie or gode Dei boschi, e i lai non ode D'un tenero amator.

La troverete al margo Forse d'un rio cannoso, O al rezzo d'odoroso Arbore in grembo ai fior.

Ite aure dolci a Cloe, E con scherzosi giri Recate i miei sospiri, Le rammentate amor.

Una vezzeggi il crine, L'altra, ogni incenso accolto, Lambisca il roseo volto Soave scenda al cor.

Torna gentil donzella, Con flebil suon le dica, Torna vezzosa amica Al tuo poeta in sen.

Le graziose aurette Passano ad una ad una, E mi promette ognuna Chieder pietà al mio ben.

Chinano il capo i gigli, Scuoton le frondi i rami, Sembrano dirmi: ed ami Con tanta fedeltà?

Se son pietosi i fiori, Se son pietosi i venti, A' pianti ed a' lamenti, Non avrà Cloe pietà?

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