Skip to content
1778–1827

I.

Ugo Foscolo

O tu, cui dolce imperio Su i cor natura diede, Bionda beltà, cui servono Tenero Amore e Fede,

De' versi miei spontanei Accetta ingenuo dono, Se a te i miei versi piacciono Anch'io poeta 'or sono.

D'un tuo sorriso roseo Irraggia i canti miei, Che i tuoi sorrisi beano Fin sull'Olimpo i Dei.

Tu di leggiadra vergine Splendi negli occhi vaghi Donde con dardi amabili Soavemente impiaghi;

E tu sul labbro armonico, O Dea, vi stai scolpita Che mentre accenti modula A sospirare invita.

Ancelle tue ti sieguono Le linde grazie, e stanno Tutte su un braccio latteo Con cui tu tessi inganno:

Inganno tessi; e all'anima D'un giovanotto amante Rendi più dolce e tenero II vezzo più incostante.

Ma, o bionda Dea, se furono A te miei spirti avvinti, Se i miei versi cantarono Da tuoi color dipinti;

Pietà d'un Vate: al misero Gli arde fanciulla il seno, Fa ch'ella sia più stabile, O men vezzosa almeno.

Vola ne' dì purpurei Il garzoncel di Flora; Vieni ella dice, o Zefiro In braccio a chi t'adora;

Vieni.... ma sordo e celere Ei fugge, e non l'ascolta; Quando a lui piace è libero, E la catena ha sciolta.

Ahi che pur scioglie il laccio Questa tiranna mia; Ama : ma impune fuggesi D'amor s'ella il desia.

Lasso! ch'io pur desidero Fuggir da lacci suoi, Ma tu, beltade amabile, Tu consentir non vuoi.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
I. · Ugo Foscolo · Poetry Cove