Skip to content
1778–1827

I.

Ugo Foscolo

Oggi si può? Si può. Ma perchè ieri Non dirmi che tu avevi quella borsa ? O se non altro non me la mostravi

Tanto ch'io ti credessi galantuomo ? Lasciamela vedere: Eccola; E' sono.

Doble o zecchini ? Guarda, e non tocca. Dice il proverbio; a lei signor Profosso T'avrei creduto galantuomo; e avrei

Per amor tuo aperta quella porta A lasciarti vedere il tuo padrone. Signor Profosso, ell'abbia da sapere Come qualmente un uomo non è sempre

Padron del suo. La borsa è dunque tua; Mia sì; Lascia veder;

Guardi e non tocchi; E lei son doble d'oro; e molte; — Al ladro Al ladro Ohimè! La borsa non è mia.

O di chi dunque ? L'è del mio padrone; — Non ci scappi; o l'è tua, e l'hai rubata Poltronaccio; o la è pur del tuo padrone E un carcerato non può aver tant'oro;

Potria con l'oro farsi un buco e andarsene Corrompendo il Profosso L'oro spalanca carceri e inferriate E il cuore de' Profossi.

Prof. Al ladro: — Or alto Galantuomo; la borsa è mezza mia

Perchè è del mio padrone, e Ascolti; E va deposta Al tribunale; e tu chiuso in prigione

A render conto come dove quando Avesti queste doble; a me la borsa Dunque; A lei no la borsa; al tribunale;

Venga meco; ma innanzi si compiaccia Ad ascoltarmi: È certo che se questa Borsa va in mano al fisco Ma ridico che è mia, per il danaro

del padrone fa vivere anche il servo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
I. · Ugo Foscolo · Poetry Cove