Oggi si può? Si può. Ma perchè ieri Non dirmi che tu avevi quella borsa ? O se non altro non me la mostravi
Tanto ch'io ti credessi galantuomo ? Lasciamela vedere: Eccola; E' sono.
Doble o zecchini ? Guarda, e non tocca. Dice il proverbio; a lei signor Profosso T'avrei creduto galantuomo; e avrei
Per amor tuo aperta quella porta A lasciarti vedere il tuo padrone. Signor Profosso, ell'abbia da sapere Come qualmente un uomo non è sempre
Padron del suo. La borsa è dunque tua; Mia sì; Lascia veder;
Guardi e non tocchi; E lei son doble d'oro; e molte; — Al ladro Al ladro Ohimè! La borsa non è mia.
O di chi dunque ? L'è del mio padrone; — Non ci scappi; o l'è tua, e l'hai rubata Poltronaccio; o la è pur del tuo padrone E un carcerato non può aver tant'oro;
Potria con l'oro farsi un buco e andarsene Corrompendo il Profosso L'oro spalanca carceri e inferriate E il cuore de' Profossi.
Prof. Al ladro: — Or alto Galantuomo; la borsa è mezza mia
Perchè è del mio padrone, e Ascolti; E va deposta Al tribunale; e tu chiuso in prigione
A render conto come dove quando Avesti queste doble; a me la borsa Dunque; A lei no la borsa; al tribunale;
Venga meco; ma innanzi si compiaccia Ad ascoltarmi: È certo che se questa Borsa va in mano al fisco Ma ridico che è mia, per il danaro
del padrone fa vivere anche il servo.
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