<Date candidi giorni a lei che sola
Da che più lieti mi fioriano gli anni
M'arse divina d'immortale amore.
Sola vive al cor mio cura soave
Sola e secreta spargerà le chiome
Sovra il sepolcro mio, quando lontano
Non prescrivano i fati anche il sepolcro.
Vaga e felice i balli e le fanciulle
Di nera treccia insigni e di sen colmo
Sul molle clivo di Brianza un giorno
Guidar la vidi; oggi le vesti allegre
Obbliò lenta e il suo vedovo coro.
E se alla luna e all'etere stellato
Più azzurro il scintillante Eupili ondeggia
Il guarda avvolta in lungo velo e plora
Col rosignuol finchè l'aurora il chiami
A men soave tacito lamento.
A lei da presso il piè volgete o Grazie,
E nel mirarvi, o Dee, tornino i grandi
Occhi fatali al lor natio sorriso.>