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1778–1827

CARME TRIPARTITO

Ugo Foscolo

Sdegnan chi a' fasti di Fortuna applaude Le Dive mie, e sol fan bello il lauro Quando Sventura ne corona i prenci; Ma più alle Dive mie piace quel carme

Che d'egregia beltà l'alma e le forme Con la pittrice melodia ravviva. Ma invan per l'altre età (se l'idioma D'Italia correrà puro a' nepoti,

E vostro e voi deh lo serbate, o Grazie.) Tento ritrar ne' versi miei la sacra Danzatrice, men bella allor che siede, Men di te bella o gentil sonatrice,

Meno amabil di te quando favelli O nudrice dell'api. Ma se danza Vedila! tutta l'armonia del suono Scorre dal suo bel corpo, e dal sorriso

Della sua bocca, e un moto, un atto, un vezzo Manda agli sguardi venustà improvvisa. E chi pinger la può? Mentre a ritrarla Pongo industre lo sguardo, ecco m'elude

E le carole che lenta disegna Affretta rapidissima e s'invola Sorvolando sui fiori; appena veggio Il vel fuggente biancheggiar fra i mirti.

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CARME TRIPARTITO · Ugo Foscolo · Poetry Cove