Innaccessa agli Dei, splende una Fiamma
Solitaria nell'ultimo de' cieli
Per proprio foco eterna: unico Nume
La veneranda Deità di Vesta
Vi s'appressa, e deriva indi una pura
Luce che mista allo splendor del sole
Tinge gli aerei campi di zafiro,
E i mari allor che ondeggiano al tranquillo
Spirto del vento facili a' nocchieri;
E di chiaror dolcissimo consola
Con quel lume le notti, e a qual più s'apre
Modesto fiore a decorar la terra
Molli tinte comparte, invidiate
Dalla rosa superba.