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1778–1827

Abbozzo autografo della Vaticana

Ugo Foscolo

O Silvio leggi solo; nè s'imprima Lo scritto mio, chè a molti parla invano Nè un sempre ama prosaccia in rima. Non so ch'uomo giammai ponesse mano

A una commedia che ribrezzo e riso Ti desti insieme contro un vizio umano. E pare che natura abbia diviso Dalla lepida. beffa il raccapriccio,

Abborri Giuda, e ridi di Narciso. Pur a Natura venne anche il capriccio Di creare fra gli altri un animale Ch'io al guardo, e rido, e di spavento agriccio.

Nori ride mai ma con voce nasale Scilingua e abbaja ov'altri gli .... Di nessun dice bene e d'ognun male Fuorchè di quei che alle sue case caste

L'orco tradusse, e dell'antiche versi Che la le tignuole voraci hanno guaste Perchè al dì d'oggi vuole esperimento Più che logica or vuole esperimento

L'esperimentatore secol nostro Che analizza fin anche e il sentimento Però mi presi un giorno un cotal mostro E ne feci sì lunga anatomia

Che mancherebbe a scriverla l'inchiostro Sfido colui dalla craniologia A trovar nel suo capo un segno un moto Da far di lui felice profezia.

Vidi un gran cranio di cervello voto Pien d'abbicì latino italo e greco Così confuso che riuscia mal noto. Limpido è l'occhio e aperto eppure è cieco;

Fiuta il naso, e sol corre al rancidume Parla ognora, ed ognor parla com'eco.

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