O Silvio leggi solo; nè s'imprima
Lo scritto mio, chè a molti parla invano
Nè un sempre ama prosaccia in rima.
Non so ch'uomo giammai ponesse mano
A una commedia che ribrezzo e riso
Ti desti insieme contro un vizio umano.
E pare che natura abbia diviso
Dalla lepida. beffa il raccapriccio,
Abborri Giuda, e ridi di Narciso.
Pur a Natura venne anche il capriccio
Di creare fra gli altri un animale
Ch'io al guardo, e rido, e di spavento agriccio.
Nori ride mai ma con voce nasale
Scilingua e abbaja ov'altri gli ....
Di nessun dice bene e d'ognun male
Fuorchè di quei che alle sue case caste
L'orco tradusse, e dell'antiche versi
Che la le tignuole voraci hanno guaste
Perchè al dì d'oggi vuole esperimento
Più che logica or vuole esperimento
L'esperimentatore secol nostro
Che analizza fin anche e il sentimento
Però mi presi un giorno un cotal mostro
E ne feci sì lunga anatomia
Che mancherebbe a scriverla l'inchiostro
Sfido colui dalla craniologia
A trovar nel suo capo un segno un moto
Da far di lui felice profezia.
Vidi un gran cranio di cervello voto
Pien d'abbicì latino italo e greco
Così confuso che riuscia mal noto.
Limpido è l'occhio e aperto eppure è cieco;
Fiuta il naso, e sol corre al rancidume
Parla ognora, ed ognor parla com'eco.