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1778–1827

[4]

Ugo Foscolo

Perchè taccia il rumor di mia catena Di lagrime, di speme, e di amor vivo, E di silenzio; chè pietà mi affrena Se con lei parlo, o di lei penso e scrivo.

Tu sol mi ascolti, o solitario rivo, Ove ogni notte amor seco mi mena, Qui affido il pianto e i miei danni descrivo, Qui tutta verso del dolor la piena.

E narro come i grandi occhi ridenti Arsero d'immortal raggio il mio core, Come la rosea bocca, e i rilucenti Odorati capelli, ed il candore

Delle divine membra, e i cari accenti m'isegnarono alfin pianger d'amore.

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