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1778–1827

4.

Ugo Foscolo

Fu tutto pianto: e con un grido acuto In braccio al figlio disperata corse La trista moglie, e a me stretta s'attorse Quasi chiedendo a sua sventura ajuto

Parlar voll'io: ma, ogni accento perduto, Un bacio solo il labbro mio le porse E seco infin che trista Falba sorse Abbracciato io mi stetti muto muto.

A lei scorrean mie lacrime sul seno Tacitamente; e come ella staccosse Vidimi il volto di sue stille pieno. Da quel dì sempre all'urna del consorte,

Surta di notte, squallida si mosse A dir sue pene e ad invocar la morte.

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