Fu tutto pianto: e con un grido acuto
In braccio al figlio disperata corse
La trista moglie, e a me stretta s'attorse
Quasi chiedendo a sua sventura ajuto
Parlar voll'io: ma, ogni accento perduto,
Un bacio solo il labbro mio le porse
E seco infin che trista Falba sorse
Abbracciato io mi stetti muto muto.
A lei scorrean mie lacrime sul seno
Tacitamente; e come ella staccosse
Vidimi il volto di sue stille pieno.
Da quel dì sempre all'urna del consorte,
Surta di notte, squallida si mosse
A dir sue pene e ad invocar la morte.