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1778–1827

[2]

Ugo Foscolo

Non son chi fui; perì di noi gran parte: Questo che avanza è sol languore e pianto. E secco è il mirto, e son le foglie sparte Del lauro, speme al giovenil mio canto.

Perchè dal dì ch'empia licenza e Marte Vestivan me del lor sanguineo manto, Cieca è la mente e guasto il core, ed arte La fame d'oro, arte è in me fatta, e vanto.

Che se pur sorge di morir consiglio, A mia fiera ragion chiudon le porte Furor di gloria, e carità di figlio. Tal di me schiavo, e d'altri, e della sorte,

Conosco il meglio ed al peggior mi appiglio, E so invocare e non darmi la morte.

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