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1778–1827

[10]

Ugo Foscolo

Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo Di gente in gente, me vedrai seduto Su la tua pietra, o fratel mio, gemendo Il fior de' tuoi gentili anni caduto.

La Madre or sol suo dì tardo traendo Parla di me col tuo cenere muto, Ma io deluse a voi le palme tendo E sol da lunge i miei tetti saluto.

Sento gli avversi numi, e le secrete Cure che al viver tuo furon tempesta, E prego anch'io nel tuo porto quiete. Questo di tanta speme oggi mi resta!

Straniere genti, almen le ossa rendete Allora al petto della madre mesta.

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