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1510–1556

XXXVII.

Tullia d'Aragona

Se veston sol d'eterna gloria il manto quei che l'onor più che la vita amaro, perché volete voi, gentil mio Naro, render men bella con acerbo pianto

quella lode immortale e chiara tanto, di cui mai non sarà chi giunga al paro del valoroso vostro fratel caro, che morendo portò di morte 'l vanto?

Scacciate 'l duol e rasserenate il volto; e le unite da lui nemiche spoglie sacrate a lui, che già trionfa in cielo, E da questo mortal caduco velo

più che mai vivo, omai libero e sciolto, par ch'a seguirlo ogni bell'alma invoglie.

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