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1510–1556

XXXIV.

Tullia d'Aragona

Spirto gentil, che vero e raro oggetto se' di quel bel, che più l'alma disìa, e di cui brama ognor la mente mia essere al tuo cantar caro suggetto;

se di pari n'andasse in me l'affetto con le tue lode, onor render potria mia penna a te; ma poi mia sorte rìa m'ha sì bramato onor tutto interdetto.

Sol dirò, che seguendo la sua stella, l'anima tua da te fece para, venendo in me, com'in sua propria cella; e la mia, ch'ora è teco insieme unita,

ten può far chiara fede, come quella, che con la tua si mosse a cangiar vita.

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