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1510–1556

XXXIII.

Tullia d'Aragona

Fiamma gentil che da gl'interni lumi con dolce folgorar in me discendi, mio intenso affetto lietamente prendi, com'è usanza a tuoi santi costumi;

poi che con l'alta tue luce m'allumi e sì soavemente il cor m'accendi ch'ardendo lieto vive e lo difendi, che forza di vil foco nol consumi.

E con la lingua fai che 'l rozo ingegno, caldo dal caldo tuo, cerchi inalzarsi per cantar tue virtuti in mille parti; io spero ancor a l'età tarda farsi

noto che fosti tal, che stil più degno uopo era, e che mi fu gloria l'amarti.

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