Mentre ch'al suon de i dotti ornati versi,
fate d'Arno suonar l'ampie contrade,
cantando insieme a più ch'ad una etade
con le virtù, ch'a voi sì amiche fersi,
a me, caro Martel, sono tanto avversi
i fati, ch'ogni ben dal cor mi cade:
e per occulte, solitarie strade,
vo' lagrimando il dì che gli occhi apersi.
Tal che del pianto mio, del mio languire,
languisce e piagne ogni sterpo e ogni sasso,
e le fiere e gli augelli in ogni parte.
Voi mentre affligge me l'empio martire,
deh! consolate lo mio spirto lasso,
così vostre eterne e onorate carte.