Poi che rea sorte ingiustamente preme
voi, ch'alto albergo sete di valore,
sento, spirto gentil, un tal dolore,
che con voi l'alma mia ne giace insieme.
L'anima mia ne giace, e 'l petto geme,
di non poter mostrar nel riso il core,
a voi, cui bramo con perpetuo onore,
piacer servendo, insino a l'ore estreme.
Il disìo d'ora in ora a voi mi porta:
quindi rispetto onesto mi ritiene:
e disvoler conviemmi quel ch'io voglio.
In sì dubbioso stato mi conforta
che ben v'è noto quel che si conviene,
e questo fa minore il mio cordoglio.