Skip to content
1510–1556

XX.

Tullia d'Aragona

La nobil valorosa antica gente, che di novo i fratelli ancisi vede, e in acerbo esilio a pianger riede, Signore, a te, s'inchina umilemente.

E potendo vendetta arditamente gridar da' monti, e piaghe, e mille prede, mercè sola e pietate a te richiede, di comune voler, pietosamente.

O sanator de le ferite nostre, mira la velenosa e cruda rabbia, che 'l sangue giusto, ingiustamente sugge. Così tosto avverrà, ch'in te si mostre,

com'a gran torto, tanti danni or abbia la gente, cui pietate e doglia strugge.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XX. · Tullia d'Aragona · Poetry Cove