Skip to content
1510–1556

XLVI.

Tullia d'Aragona

Spirto gentil, s'al giusto voler mio non è cortese il cielo e amico tanto, ch'io possa con ragion lodarvi quanto me fate, e io far voi spero e desio;

dolgomi del mio fato acerbo e rio, che ciò mi niega, rivolgendo in pianto il mio già lieto e dilettoso canto, per cui fan gli occhi miei sì largo rio.

Ma se fortuna mai si mostra amica a le mie voglie, non dubito ancora poter cantarvi tal qual mio cor brama, e far sentir per questa piaggia aprìca

quant'è 'l valor, ch'in voi mio core onora, piacciavi s'or lo riverisce e ama.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XLVI. · Tullia d'Aragona · Poetry Cove