Spirto gentil, s'al giusto voler mio
non è cortese il cielo e amico tanto,
ch'io possa con ragion lodarvi quanto
me fate, e io far voi spero e desio;
dolgomi del mio fato acerbo e rio,
che ciò mi niega, rivolgendo in pianto
il mio già lieto e dilettoso canto,
per cui fan gli occhi miei sì largo rio.
Ma se fortuna mai si mostra amica
a le mie voglie, non dubito ancora
poter cantarvi tal qual mio cor brama,
e far sentir per questa piaggia aprìca
quant'è 'l valor, ch'in voi mio core onora,
piacciavi s'or lo riverisce e ama.