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1510–1556

XL.

Tullia d'Aragona

Qual vaga Filomela, che fuggita è da l'odiata gabbia, e in superba vista sen va tra gli arboscelli e l'erba, tornata in libertate e in lieta vita;

er'io da gli amorosi lacci uscita, schernendo ogni martìre e pena acerba de l'incredibil duol, ch'in sé riserba qual ha per troppo amar l'alma smarrita.

Ben avev'io ritolte (ahi stella fera!) dal tempio di Ciprigna le mie spoglie, e di lor pregio me n'andava altera; quand'a me Amor: le tue ritrose voglie,

muterò, disse; e femmi prigioniera di tua virtù, per rinovar mie doglie.

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