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1510–1556

XII.

Tullia d'Aragona

Donna reale, a i cui santi disiri grazia già fece la bontà superna di me, ch'or fatto son chiara lucerna sopra i celesti, ardenti, alti zafiri;

poi che fuor di sospetto e di martiri, godo del ben che ne l'alme s'interna, deh! non turbate la mia pace eterna col pianto vostro, e co' i vostri sospiri.

Qui mi viv'io, dove 'l pensier non erra; dove luogo non ha terreno affetto; e co' i piè calco gli stellanti chiostri. E se quassù giungesser gli occhi vostri,

vedendo fatto me novo angeletto, qui bramareste, e non vedermi in terra.

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