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1510–1556

VIII.

Tullia d'Aragona

Dive che dal bel monte d'Elicona discendete sovente a far soggiorno fra queste rive, ond'è che d'ogn'intorno il gran nome Toscan più altero sona:

d'eterni fior tessete una corona a lui, che di virtù fa 'l mondo adorno, sceso col fortunato Capricorno, per cui l'antico vizio n'abbandona.

E per me lodi, e per me grazia a lui rendete, o Dive, che lingua mortale, verso immortal virtù s'affanna indarno. Quest'è valor, quest'è suggetto tale,

che solo è da voi sole, e non d'altrui: così dicea la Tullia in riva d'Arno.

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