Skip to content
1510–1556

LIV.

Tullia d'Aragona

Se materna pietate afflige il core onde cercando in questa parte e in quella il caro figlio tuo, Lilla mia bella, piangi, e cresci piangendo il tuo dolore:

a te, ch'animal se' di ragion fore, e non intendi (ohimè) quanto rubella sia stata ad ambe noi sorte empia e fella, togliendo a te 'l tuo figlio, a me 'l mio amore;

che far (lassa) degg'io? Qual degno pianto verseran gli occhi miei dal cor mai sempre, che conosco il tuo male, e 'l mio gran danno? Chi potrà di Psichi con alto canto

cantar l'altere lodi: o con quai tempre temprar quel, che mi da sua morte affanno?

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LIV. · Tullia d'Aragona · Poetry Cove