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1510–1556

8.

Tullia d'Aragona

Or di là se ne vien questa dolce ora, ov'è colei che col suo divo aspetto, mette dentro al mio cor l'ardente affetto, ond'ancor la sua vista mi ristora.

Oh se così potesse a ciascun ora essere a lei presente il mio imperfetto, come sempre la scorge il mio intelletto io sarei pur d'ogni tormento fora.

Che se dal mover di quest'aura io sento per sua virtù conforto a i miei martìri, ben dovrei seco sempre esser contento. Battete l'ale o vaghi miei sospiri,

e colà andando onde si parte il vento, a lei portate i miei caldi disiri.

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