Or di là se ne vien questa dolce ora,
ov'è colei che col suo divo aspetto,
mette dentro al mio cor l'ardente affetto,
ond'ancor la sua vista mi ristora.
Oh se così potesse a ciascun ora
essere a lei presente il mio imperfetto,
come sempre la scorge il mio intelletto
io sarei pur d'ogni tormento fora.
Che se dal mover di quest'aura io sento
per sua virtù conforto a i miei martìri,
ben dovrei seco sempre esser contento.
Battete l'ale o vaghi miei sospiri,
e colà andando onde si parte il vento,
a lei portate i miei caldi disiri.