Or qual penna d'ingegno m'assecura
di poter appressarmi al gran valore
di quella che di pregio alto e d'onore,
ornarmi con sue rime ha tanta cura?
La debil pianta mia da sé non dura,
e se prende crescendo alcun vigore,
nutrita è dal fecondo vostro umore,
che tal frutto non vien d'altra coltura.
Ma se di quella vostra le semente
sempre mi trovo al petto, né più spero
sentir d'essa giammai cosa più degna,
scorgete adunque col giudicio interno
che tutte l'altre voglie in me son spente,
e vive quel ch'amor di voi m'insegna.