Voi, che lieti pascete ad Arno intorno
il vostro gregge fra leggiadri fiori,
godete, poi che da i superni cori
discesa è Tullia a far con voi soggiorno
sforzisi ognun co 'l crin d'allora adorno
gli altari empir de i più soavi odori;
che per costei vostri tanti alti onori
faranno ancor a voi degno ritorno.
Quest'è la vaga pastorella, ch'ebbe
fra i più degni pastor del Tebro il vanto;
del cui partir restar sì afflitti e mesti;
e poi che per voi sol non le rincrebbe
lasciar le rive ove fu in pregio tanto,
siate a cantarla e a riverirla presti.