Se per lodarvi e dir quanto s'onora
di voi natura e 'l ciel, Tullia gentile,
fosse eguale al soggetto in me lo stile,
e 'l saper pari a l'alta voglia ancora;
forse non tanto il secol nostro indora
vostra virtute, e non dal Gange al Tile
fate voi co' i begli occhi eterno aprile,
quant'io n'avrei grazie e favori ognora.
Non può ingegno mortal tante divine
virtù ritrar; né può basso disìo
scolpir parti sì eccelse e pellegrine,
che 'n voi il valor del vago petto e pio
avanza ogni pensier, passa ogni fine,
non che l'aguagli altrui parlare, o mio.