Se 'l pensier mio, ov'altamente amore,
Tullia gentil, vostra sembianza impresse,
tutto altamente in sé voi tutta espresse
dal piacer vinto, che mi strinse il core;
e tutta or vi risembra e a tutte l'ore,
trasformando pur sempre in quelle stesse
virtù, grazia e beltà, che vi concesse
Dio, ch'in voi tutto intese a farsi onore:
non dovete voi dir ch'io sia deforme,
ch'io son quello che son fatto voi
bello, e non questa rozza e fragil scorza.
E spero ancor, seguendo ognor vostr'orme,
essere appresso Dio 'l secondo poi,
se 'l bello a trarre il bello sempre ha forza.