Tullia gentile, a le cui tempie intorno
verdeggia avvolta l'onorata fronde,
e la cui voce a l'armonia risponde
di chi fa in Elicon dolce soggiorno;
qualora a voi fo col pensier ritorno
e ritrovo semenze sì profonde
in sì leggiadro stil, sì mi confonde
novello orror, ch'in me più non soggiorno.
Vostra Musa di me cantando canta
d'uno sterpo silvestro, a cui nemica
stata è natura e 'l ciel, e io no 'l celo.
Ben è la vostra fortunata pianta,
che lieto il Re de' fiumi la nutrica,
e la rinforza il gran Signor di Delo.