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1510–1556

38.

Tullia d'Aragona

Tullia gentile, a le cui tempie intorno verdeggia avvolta l'onorata fronde, e la cui voce a l'armonia risponde di chi fa in Elicon dolce soggiorno;

qualora a voi fo col pensier ritorno e ritrovo semenze sì profonde in sì leggiadro stil, sì mi confonde novello orror, ch'in me più non soggiorno.

Vostra Musa di me cantando canta d'uno sterpo silvestro, a cui nemica stata è natura e 'l ciel, e io no 'l celo. Ben è la vostra fortunata pianta,

che lieto il Re de' fiumi la nutrica, e la rinforza il gran Signor di Delo.

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