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1510–1556

31.

Tullia d'Aragona

Quando doveva, ohimè, l'arco e la face, l' una spenta del tutto e l'altro stanco, a questo ardito e tormentoso fianco per suo gran danno e mio, troppo vivace,

non breve tregua pur, ma eterna pace donar, poi che nel lato destro e manco per le nevi del capo omai vien bianco il crin fatto d'argento, che sì spiace:

più che mai fresco e più che mai cocente, mi saetta lo stral, m'accende il foco di tal ferite e così caldo ardore, ch'ogni salute a mio soccorso è poco:

anzi cresce la piaga e fa maggiore incendio, ch'al suo mal l'alma consente.

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