Quai d'eloquenza fien sì chiari fiumi
luce che d'alto ardor mio core incendi,
ch'aguagli tua virtù? Se la 've splendi
a superno desio l'anime impiumi?
Come dinanzi a Borea nebbie e fumi,
così di là, dove tu i raggi stendi,
fugge ogni vil pensier, sì ch'a noi rendi
la vita in terra de i celesti numi.
E poi ch'a me non son tuoi lumi scarsi
di quel splendor, che da l'eterno regno
in te disceso, tu fra noi comparti;
di quel c'ho dentro e fuor non può mostrarsi,
faranno al mondo manifesto segno
l'amarti, il celebrarti e l'onorarti.