Se ben gli occhi e l'orecchie alcuna volta
vi mostran tale a i miei bassi disiri,
che surgon dal mio core agri sospiri
ond'è ch'al lamentar la lingua è sciolta;
tosto che l'alma in sé stessa raccolta,
a l'alma vostra avvien che si raggiri,
in diletto si cangiano i martiri
e la mia lingua a ringraziar si volta.
Che la pena, che par che sì mi prema
non passa oltra 'l mortal; ma la dolcezza
acqueta i sensi e pasce lo intelletto.
Donna sia benedetta quella asprezza,
ch'anzi 'l chiuder de gli occhi all'ora estrema,
morire insegna al mio terreno affetto.