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1510–1556

24.

Tullia d'Aragona

La sembianza di Dio che 'n noi risplende di cielo in cielo e c'ha nome beltade e move Amor, per perigliose strade de l'orecchie e de gli occhi al cor discende;

perché dal senso il senso il bello apprende, e 'n la natura nostra è qualitade ch'in mortal disiderio il mortal cade, e così bassa voglia il senso accende.

Ond'è ch'ingombro di piacer terreno entrando il mal fidato messaggero fa ne l'alma sentir del suo veleno. Quinci è che talor cade il mio pensero;

ma voi, ch'avete in man la verga e 'l freno, ne 'l ridrizzate per erto sentero.

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