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1510–1556

20.

Tullia d'Aragona

Quando, com' Amor vuol, la donna mia, tra soavi sospiri e dolci accenti, move la lingua a angelici concenti, e l'aura del bel petto a l'aere invia;

al suon de la dolcissima armonia ferman le penne i tempestosi venti; stanno i giri del ciel taciti e intenti; e non ch'altri, ma Febo il corso oblìa.

E qual alma mortal la mira e ascolta, ad ogni uman disìo tutta si toglie e con tutti i pensieri al cielo aspira. La mia, che mai da lei non si discioglie,

col vago spirto suo da Amore accolta a quel si stringe, e 'ntorno a lei s'aggira.

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