Quando, com' Amor vuol, la donna mia,
tra soavi sospiri e dolci accenti,
move la lingua a angelici concenti,
e l'aura del bel petto a l'aere invia;
al suon de la dolcissima armonia
ferman le penne i tempestosi venti;
stanno i giri del ciel taciti e intenti;
e non ch'altri, ma Febo il corso oblìa.
E qual alma mortal la mira e ascolta,
ad ogni uman disìo tutta si toglie
e con tutti i pensieri al cielo aspira.
La mia, che mai da lei non si discioglie,
col vago spirto suo da Amore accolta
a quel si stringe, e 'ntorno a lei s'aggira.