Tre canzon, nate a un parto
da questa mia settimontana testa,
al suon dolente di pensosa squilla,
ch'ostetrice sortilla,
ite al Signor, con facce e voce mesta
gridando miserere
del duol, che 'l vostro padre ange e funesta.
Né sia chi rieda a darmi altra novella
dal Rettor delle sfere
che 'l fin promesso dell'istoria bella
(sia stato falso o vero il messaggiere),
cantando: - Viva, viva Campanella! -