Ma tu quei miri, che peccano impune,
lieti e tranquilli sempre;
ma non penètri le segrete tempre
dell'uomo interior, e però sparli;
ché forse è di quel mal, che pensi, immune;
o pene ha più importune,
sdegno, sospetto, zelo, interni tarli;
né guardi il fine, né le divine ire,
quanto più tarde, tanto più gagliarde.
O ciò ne forza a dire:
- Necessario è l'Inferno, che sempre arde. -