Il carcere, che 'n tre morti mi tieni
con timor falso di morir, dispreggio.
Vanne al suolo, tuo seggio,
ch'io voglio a chi m'è più simile andarmi.
Né tu se' quel che prima ebbi io, ma peggio,
che sempr'esali, e rifatto altro vieni
da quel che prandi e ceni:
onde lo spirto tuo nuovo ognor parmi.
Or perché temo in tutto io di sbrigarmi?