Ma noi, finiti, anzi in prigion, prendiamo
di fuor, da chi ci batte le pareti,
ov'entra per vie strette, il saper corto
e falso, onde voi, falsi amor, nasceti.
Quinci aer, terra e sol morti stimiamo,
chi han libero il sentir, non, qual noi, morto;
e però amiam chi in carcere ci serba,
e chi ci rende al cielo odiamo a torto.
Burle, onde 'l Fato i nostri e i solar fuochi
ritiene in stretti luochi,
quanto è uopo a' suoi giuochi.
Mai non si muore. Godi, alma superba!
L'obblio d'antica ti fa sempr'acerba.
Oh, felice colui, che sciolto e puro
senso ha, per giudicar di tutte vite!
Che, unito a Dio, per tutto va sicuro,
senza temer di morte, né di Dite.