Farsi scanni gli uman corpi a' giganti,
gli animi augei di gabbia,
bevanda il sangue, e di lor prave voglie
le carni oggetto, e le fatiche e i pianti
giuoco dell'empia rabbia,
maniche a' ferri usati a nostre doglie
l'ossa, e le cuoia spoglie;
de' nostri sensi, testimoni e spie
false contra noi stessi; e ch'ogni lingua
l'altrui virtute estingua,
e fregi i vizi lor con dicerie,
vedrai da queste arpie
più dal tuo tribunale.
Che pel tuo onor, mia angoscia se non basta,
ti muova il comun male,
a cui la providenza più sovrasta.